7 febbraio 2024 – Safe tra i relatori al Convegno in senato: “Le economie circolari: la base per la costruzione di nuove leadership sostenibili”

Lo scorso 7 febbraio i Consorzi del Sistema Safe, insieme a pochi altri accreditati attori del settore, sono stati scelti come relatori al convegno “Le Economie Circolari, base per la costruzione delle leadership sostenibili”, tenutosi nella suggestiva Sala Capitolare del Senato della Repubblica.

L’evento, organizzato dalla Fondazione Farefuturo, presieduta dal Ministro Adolfo Urso e su iniziativa del Senatore Matteo Gelmetti, ha rappresentato un importante traguardo raggiunto dai Consorzi Safe, grazie al costante impegno nel rappresentare alle istituzioni il valore che stiamo creando nell’ambito delle economie circolari e della sostenibilità.

Al convegno, dedicato all’attuale tematica della scarsità delle risorse naturali e all’importanza delle economie circolari come strumento in grado di ridurre la domanda di estrazione primaria, hanno partecipato oltre 150 ospiti in rappresentanza di settori fondamentali quali l’industria dell’auto e dell’indotto, di apparecchiature elettriche ed elettroniche e del comparto tessile e fashion,, che hanno potuto ascoltare e confrontarsi con relatori d’eccezione quali:

  • Adolfo Urso il ministro delle Imprese e del Made in Italy;
  • Matteo Gelmetti senatore e segretario generale della Fondazione Farefuturo;
  • Federico Magalini coordinatore delle attività del sustainability team di DSS+ per l’Italia e Regno Unito e moderatore del convegno;
  • Giuliano Maddalena ceo del Sistema SAFE;
  • Giuseppe Piardi ceo di Stena Recycling srl;
  • Simona Petrucci senatrice, componente della Commissione ambiente;
  • Mauro Rotelli, presidente della Commissione ambiente Camera dei Deputati

 

La vera economia circolare

Giuliano Maddalena CEO del Sistema dei Consorzi SAFE, che comprende i Consorzi EcopedRidomus (RAEE), Ecopower (batterie piombo e litio), Pneulife (PFU) Retex.GreenRe.Crea (tessile e moda) con oltre 900 soci, ha illustrato come solo con modelli e organizzazioni complessi, che proteggono il valore ricavato e tracciano e certificano ogni fase della gestione dei prodotti a fine vita, si possa contrastare la scarsità di risorse naturali. Tutto questo partendo da un presupposto: comprendere il vero significato di economia circolare:

“Se ne parla sempre più spesso, ma quanti sanno veramente cosa c’è dietro una vera economia circolare? Dico “vera” perché se non lo è, è solo “green washing”. Spesso, non ci poniamo questa domanda, né sappiamo come verificarla. E invece è fondamentale che sia “vera”, perché la vera economia circolare è l’unica tecnologia che ci può assicurare un futuro di prosperità. Non a caso, gli unici anni in cui l’earth over shoot day è migliorato sono stati quelli della crisi del 2008 e del covid. Qual è allora la soluzione al problema della scarsità di materie prime? Fermare la produzione? La cosiddetta decrescita felice? Se vogliamo parlare di sostenibilità, dobbiamo considerare sia quella del pianeta che quella dell’essere umano. L’unica risposta è l’economia circolare, che utilizza le materie prime, le recupera a fine vita e le riutilizza come materie prime seconde. Solo con l’economia circolare la crescita del PIL non comporta l’impoverimento del pianeta.”

 

Sistemi di protezione

Il CEO del Sistema Safe sostiene che una vera economia circolare si realizza solo con una Filiera del rifiuto vera e protetta:

“Nel settore dei rifiuti il riciclatore non è quasi mai colui che raccoglie per primo il rifiuto. Noi lo abbiamo ribattezzato “il primo cancello”. E non si sa cosa avviene dopo il primo cancello, se e dove vengono riciclati i rifiuti, dove vengono smaltiti. Una filiera, per essere VERA e contribuire all’economia circolare, deve essere PROTETTA; deve avere dei sistemi di protezione:

  • dalle attività illecite che cercano di massimizzare il profitto;
  • dalla falsa economia circolare che delega la gestione degli scarti e dei prodotti a fine vita a filiere che non verificano il reale riciclo.

Per questo motivo fin dal 2010 siamo impegnati a proteggere le filiere dei rifiuti che ci vengono affidati.

Rifiuti di AEE, di batterie, di pneumatici, di tessili sono gestiti disegnando la filiera, studiando le best practices, qualificando i fornitori migliori e inserendo tutto questo a sistema con i disciplinari.

Sono i disciplinari ed i controlli l’elemento fondamentale di una vera economia circolare.

SAFE negli anni ha prodotto i disciplinari Ecoguard per i RAEE, Certyre per gli pneumatici, il Protocollo di Legalità per le batterie, la Guida Litex, e altre procedure che vanno in questa direzione”.

 

Come nasce l’economia circolare

Maddalena ha spiegato che “l’Economia circolare ha tre modi di nascere: il primo è l’obbligo normativo, come è successo nel caso delle filiere del recupero del RAEE organizzate dai produttori, che poi con il tempo si sono resi conto della strategicità dell’approccio circolare (…). Il secondo modo di nascere è la risposta ad un’esigenza di efficienza ambientale, ed è il caso delle elettrificazione delle automobili; queste ultime hanno bisogno di litio, e questo crea dipendenza dalla Cina che è il primo raffinatore di questa materia prima; in questo ambito l’economia circolare, ossia il riciclo del litio delle batterie, serve ad avere più autonomia strategica (…). Il terzo modo di nascere è la consapevolezza ambientale e strategica dei produttori, ed è il caso delle aziende del tessile-moda Made in Italy, che senza attendere gli obblighi di legge della responsabilità estesa del produttore hanno costituito consorzi finalizzati a costruire le filiere circolari; la punta di lancia del settore sta già facendo forti investimenti su fronte dell’ecodesign, del second-hand e del riciclo delle materie secondarie”.

 

È possibile vedere l’intero intervento di Safe al convegno direttamente sul nostro canale Youtube:

 

Stena Recycling – Partner dei Consorzi Safe

Per finire, ha preso parola Giuseppe Piardi, CEO STENA RECYCLING, branch italiana della multinazionale svedese leader nel trattamento dei rifiuti tecnologici con 6.000.000 ton riciclate per un fatturato di 3,9 billion e un EBITDA di 225 mio.

Il CEO di STENA Italia ha illustrato l’impegno dell’azienda nella verticalizzazione della filiera del riciclo.

Ha evidenziato l’importanza di investire nell’economia circolare indipendentemente dagli incentivi, sottolineando la necessità di un’efficace gestione dei rifiuti complessi attraverso l’ecodesign.

“Oggi abbiamo maggiore sensibilità sull’ecodesign, ma attenzione: stiamo immettendo sul mercato prodotti molto più sofisticati rispetto al passato, che oggi non saremmo in grado di riciclare. Per questo l’esigenza dell’ecodesign è fondamentale. Il problema dell’economia circolare non sono la mancanza di incentivi pubblici, il problema è la capacità dell’industria di investire. Se non c’è un salto, anche dal punto di vista culturale, da parte di tutti noi nell’approcciare il prodotto l’economia circolare stenta a decollare. È’ la capacità di collegarsi ai produttori attraverso i consorzi, agli enti attraverso un colloquio franco e aperto, e al tuo azionista che riconosce la tua capacità di produrre economia circolare. L’economia circolare è un’industria e ha le caratteristiche di un’industria.”

 

EPR tessile

Al termine del convegno c’è stato ampio spazio di confronto tra i rappresentanti politici e le realtà delle filiere del riciclo. Mauro Chezzi, Vice direttore di Sistema Moda Italia e referente associativo del Consorzio Retex.Green facente parte del Sistema SAFE, con il suo intervento ha posto l’accento sulla necessità di una connessione tra la Responsabilità estesa del produttore (EPR) e le sfide che il settore tessile-abbigliamento italiano sta affrontando.

“È un forte, fortissimo invito alla politica a dare una chance al fiore all’occhiello del Made in Italy che è il tessile-moda, di poter continuare a giocare un ruolo di primo attore a livello internazionale.”

 

Moderatore dell’incontro: Federico Magalini, coordinatore delle attività del sustainability team di DSS+ per l’Italia e Regno Unito.

 

Guarda l’evento completo su Radio Radicale.