di Redazione – 25 marzo 2025
La svolta dell’EPR tessile si avvicina. Il nuovo regime di responsabilità estesa del produttore è destinato a incidere profondamente sull’intera filiera, dall’industria alla distribuzione fino agli operatori del recupero, ridefinendo la gestione dei rifiuti del settore moda.
Si tratta di una riforma che arriva in una fase già complessa per il comparto, tra criticità di mercato e un quadro normativo in evoluzione. Un passaggio che rappresenta insieme una responsabilità crescente per produttori, retailer e operatori del recupero, ma anche l’opportunità di costruire un sistema più trasparente, efficiente e orientato alla circolarità.
È questo il nodo centrale emerso dal convegno “Le riforme in materia di rifiuti. Dal decreto ‘Terra dei fuochi’ all’imminente regime ‘EPR’ per i tessili”, promosso da Assorecuperi in collaborazione con SAFE, Hub Italiano dei Consorzi per le Economie Circolari, che si è tenuto mercoledì 25 marzo presso Confcommercio Milano.
Nel corso della prima sessione, dedicata all’avvio del regime EPR nel settore tessile e ai cambiamenti per gli attori della filiera, sono intervenuti Mara Chilosi, Coordinatore del Comitato Scientifico di Assorecuperi e Presidente di AODV 231, Mauro Chezzi, Referente associativo del Consorzio Retex.Green, Giuliano Maddalena, Amministratore Delegato di TWM e SAFE, Giulio Felloni, Presidente di Federmoda, Massimiliano Marin, Responsabile Sviluppo e Strategia Tessile SAFE, e Gianfranco Bongiovanni, Key Account di Humana People to People Italia ONLUS.
La seconda sessione, dedicata al nuovo sistema sanzionatorio in materia di rifiuti, si è aperta con i saluti introduttivi di Tiziano Brembilla, Presidente di Assorecuperi, del Sen. Adriano Paroli e dell’Ing. Luca Proietti, Direttore Generale della Direzione Economia Circolare e Bonifiche del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Sono poi intervenuti Matteo Riccardi, Mara Chilosi, Marcella Vulcano e Giuliano Maddalena, approfondendo il tema della responsabilità personale e d’impresa, della gestione del rischio e degli strumenti operativi per il controllo della filiera.
Al centro del confronto vi è il principio della responsabilità estesa del produttore, che coinvolgerà non solo i fabbricanti, ma anche importatori e soggetti che immettono per la prima volta sul mercato nazionale prodotti tessili o calzature, chiamati a contribuire al raggiungimento degli obiettivi di raccolta e recupero e all’organizzazione delle filiere circolari.
In questo scenario, sarà centrale il ruolo dei sistemi collettivi dei produttori, chiamati a rendere concretamente applicabile il modello EPR. Per le imprese del settore tessile e moda sarà quindi determinante scegliere un sistema collettivo capace di supportarle non solo rispetto ai nuovi obblighi, ma anche nell’adeguamento ad altre normative europee, come il regolamento Ecodesign. È questo il ruolo che Retex.Green intende svolgere.
Il messaggio emerso dal confronto è chiaro. La sfida è trasformare l’obbligo normativo in un’opportunità di evoluzione del sistema, costruendo una filiera più efficiente, tracciabile e integrata.