Quadro normativo per la gestione dei rifiuti

QUADRO NORMATIVO

RAEE

A livello europeo, la gestione dei RAEE è normata dalla direttiva 2012/19/UE.

In Italia la gestione dei RAEE è normata dal DL 49/2014, che attua la direttiva 2012/19/UE, e che in seguito a procedura d’infrazione europea avviata nel 2024 ha subito importanti modifiche.

Ad avere una forte incidenza sulle politiche di circolarità di questo settore è anche la direttiva 2024/1799/UE sul “Diritto alla Riparazione”, che in Italia è in corso di recepimento.

Batterie

In tutti gli Stati Membri dell’Unione Europea la gestione delle batterie esauste, i relativi obiettivi ed obblighi ambientali, così come il tasso di contenuto riciclato delle nuove batterie, sono normati dal Regolamento UE 2023/1542.

Il 5 novembre 2025 il Consiglio dei Ministri ha approvato uno schema di decreto legislativo per armonizzare la normativa italiana sulle batterie alle prescrizioni europee, il quale, tra le altre cose, adeguerà i  codici di classificazione delle batterie a quelli europei e attribuirà funzioni più specifiche al regime EPR.

Il nuovo Dlgs sostituirà il Dlgs 188/2008, che è la norma attualmente in vigore.

Un’altra norma europea che ha una forte incidenza sulle politiche di circolarità di questo settore è il Regolamento UE 2024/1252 sulle materie prime critiche e strategiche.

PFU

L’articolo 5 della Direttiva Europea 1999/31 relativa alle discariche proibisce il conferimento in discarica delle “gomme usate”, dato il loro alto potenziale di recupero; conseguentemente, tale divieto è introdotto nella norma nazionale dall’art. 6 del Lgs. 36/2003.

In Italia l’articolo 228 della legge quadro sui rifiuti lgs. 152/06, dedicato agli pneumatici fuori uso, istituisce la responsabilità estesa del produttore in questo settore. Ai sensi di questo articolo di legge, gli obblighi di produttori ed importatori in merito alla gestione degli pneumatici fuori uso sono stati regolamentati dal DECRETO 19 novembre 2019, n. 182 del Ministero dell’Ambiente (DM 182/2029).

Rifiuti tessili

La normativa comunitaria sui rifiuti tessili è impostata sui lineamenti della Strategia dell’UE per prodotti tessili sostenibili e circolari, comunicata dalla Commissione Europea il 30/03/2022.

L’articolo 22 bis della Direttiva Europea sui rifiuti 2008/98/CE, introdotto dalla Direttiva 2025/1892, obbliga gli Stati Membri a istituire regimi di responsabilità estesa del produttore per il tessile entro il 17 aprile 2028. In Italia, il MASE ha prodotto nel 2025 uno schema di Decreto Ministeriale che istituisce un regime di responsabilità estesa del produttore per il tessile; lo schema di decreto è attualmente al vaglio degli uffici competenti. Inoltre, la legge di delegazione europea 2025, attualmente in esame al Senato, delega il governo per il recepimento della direttiva 2025/1892, che include le disposizioni europee in merito all’istituzione della responsabilità estesa del produttore.

L’articolo 11 della direttiva 2008/98/CE, a partire dal 1° gennaio 2025, obbliga gli Stati Membri ad istituire la raccolta differenziata dei rifiuti tessili. Anticipando tale scadenza, l’Italia ha reso obbligatoria la differenziata dei tessili a partire dal 1° gennaio 2022 (articolo 205, comma 6-quater del Dlgs 152/06).

Il Regolamento Europeo sull’Ecodesign (2024/1781) include importanti disposizioni riguardanti i rifiuti tessili in ambito di ecoprogettazione (contenuto riciclato, riciclabilità, riutilizzabilità, riparabilità, durabilità), tracciabilità (passaporto digitale del prodotto, che traccia anche le fasi post-consumo) e gestione dei prodotti invenduti.

Imballaggi

In tutti gli Stati Membri dell’Unione Europea imballaggi e rifiuti di imballaggio sono direttamente normati dal Regolamento UE 2025/40. Questa norma, nota come PPWR (Packaging and Packaging Waste Regulation), abroga la Direttiva 94/62/CE e sarà pienamente applicabile a partire dal 12 agosto 2026.

In Italia l’intero Titolo II della legge quadro sui rifiuti lgs. 152/06 (articoli da 217 a 226 quater) è dedicato alla gestione degli imballaggi.